In un esame che ho già dato presso l’Università di Pisa, si parlava di accessibilità web. Ovviamente erano stati fatti molti seminari, ma il tempo già ristretto per lo studio strappato al tempo libero dopo il lavoro e la famiglia non mi permette di seguire anche seminari extra. Ma ero riuscito a rispondere alle domande anche usando la mia esperienza negli anni in portali e sviluppi di web application per le pubbliche amministrazioni.

Ho iniziato a preparare un nuovo esame e ho trovato nel materiale fornito dal docente un’intera lezione dedicata all’accessibilità dei siti web e applicazioni. Quindi mi sono documentato sulla normativa “European Accessibility Act (Direttiva UE 2019/882)”.

Ho provato a ragionare come potrebbe ragionare un’azienda che già ha il suo daffare tra lavoro, clienti e problemi legati alla burocrazia e a un’economia non brillante: “Siamo troppo piccoli” o “Il mio è solo un sito vetrina”, “non vendiamo nulla”, “i controlli non ci sono”. Sono frasi che ho immaginato nascere nel contesto aziendale. Ma la realtà normativa è diversa: dal 28 giugno 2025,l’European Accessibility Act (Direttiva UE 2019/882) impone standard rigorosi a una vasta platea di aziende private.

Con il D.Lgs. 82/2022 e le Linee Guida AgID parla chiaro: l’accessibilità non è più un “optional” per pochi, ma un pilastro della responsabilità digitale.

Qui le linee guida di AGID: https://www.agid.gov.it/sites/agid/files/2024-06/Linee%20Guida%20sull’accessibilit%C3%A0%20degli%20strumenti%20informatici%20-%20PA.pdf


Chi deve adeguarsi davvero?

Non conta cosa vendi o cosa fai, ma chi sei. L’obbligo scatta se la tua azienda supera anche solo uno di questi parametri:

  • Fatturato annuo uguale o superiore a 2 milioni di euro.
  • Almeno 10 dipendenti (inclusi stagisti, part-time e apprendisti).

Se rientri in questi criteri, il tuo sito web, la tua app e i tuoi servizi digitali devono essere accessibili, anche se non effettui vendita diretta online.


I 4 Pilastri dell’Accessibilità (WCAG 2.1)

Secondo le linee guida AgID, un sito a norma deve rispettare quattro principi fondamentali:

  1. Percepibile: Le informazioni devono essere fruibili da tutti (es. testi alternativi per le immagini per chi usa screen reader).
  2. Utilizzabile: La navigazione deve essere possibile anche senza mouse (solo tastiera) e i tempi di reazione devono essere adeguati.
  3. Comprensibile: Il linguaggio deve essere chiaro e l’interfaccia prevedibile (niente menu che compaiono “a sorpresa”).
  4. Robusto: Il codice deve essere pulito per funzionare con le tecnologie assistive (browser speciali, lettori vocali, ecc.).

Cosa inserire nel sito per essere a norma?

Oltre agli adeguamenti tecnici, ci sono obblighi formali precisi:

  • Dichiarazione di Accessibilità: Un link nel footer che rimanda a una pagina dove dichiari il livello di conformità del sito.
  • Meccanismo di Feedback: Un modulo o un’email dedicata per permettere agli utenti di segnalare eventuali barriere incontrate.
  • Documentazione Tecnica: Un’analisi (spesso basata sul modello AgID) che certifichi i test effettuati.

AGID ha creato una sezione apposita: https://form.agid.gov.it/


Cosa rischi se non ti adegui?

Oltre alle sanzioni amministrative (che possono arrivare a cifre significative in base al fatturato), il rischio maggiore è il danno reputazionale e l’esclusione di una fetta di mercato che conta milioni di persone con disabilità o limitazioni temporanee.

Puoi verificare lo stato del tuo sito qui https://wave.webaim.org/ questo strumento fornisce un’analisi dettagliata della pagina, evidenziando errori e suggerimenti di miglioramento direttamente sul sito.

Il consiglio di Salisnet: L’accessibilità non è un peso burocratico, ma un vantaggio competitivo. Un sito accessibile è un sito più veloce, meglio indicizzato dai motori di ricerca e più facile da usare per tutti i tuoi clienti.

Leggi anche: https://www.salisnet.eu/2025/05/user-experience-ux-chiave-per-siti-web-di-successo-e-seo/

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