Tutto ebbe inizio nel lontano 1997. L’Italia scopriva internet a 56k, il Festivalbar dominava l’estate e il sottoscritto acquistava con religioso rispetto una fiammante Carta Ricaricabile Omnitel. Il cellulare d’ordinanza? Il Motorola StarTAC: quel capolavoro di plastica nera che si apriva a conchiglia con uno scatto secco che faceva sentire chiunque un agente segreto in missione per conto di Dio.
Quel numero di telefono compie quasi trent’anni di onorata carriera. Ha attraversato generazioni tecnologiche, SMS contati col contagocce a 200 lire, il passaggio all’euro, l’avvento degli smartphone e l’era dell’iperconnessione.
Oggi, però, quel reperto storico è diventato l’epicentro di una guerra termonucleare a bassa intensità.
La sveglia dell’incubo suona puntuale alle 10:00 del mattino. Da quell’istante esatto fino alle 22:00 inoltrate — con un glorioso picco psichedelico registrato all’una di notte — il mio telefono non squilla: vibra perennemente in preda a convulsioni mistiche.
La geografia dei prefissi in entrata è degna di un summit delle Nazioni Unite: Roma, Genova, Como, Carpi, Napoli. Poi l’improvvisa svolta internazionale: Francia, Austria, persino Australia. Immagino branchi di canguri addestrati a vendermi tariffe luce e gas a prezzo bloccato mentre cerco disperatamente di lavorare.
La cosa comica è che da bravo cittadino digitale applico la disciplina zen del GDPR:
- Nego categoricamente ogni spunta di marketing, profilazione e cessione a terzi ogni volta che firmo un contratto. Solo il minimo sindacale per non farmi staccare la corrente.
- Mi sono iscritto al Registro Pubblico delle Opposizioni (leggenda metropolitana secondo cui i call center dovrebbero smettere di chiamare, un po’ come credere agli unicorni o al codice privo di bug al primo collaudo).
- Ho perfino compilato i moduli di segnalazione al Garante della Privacy, con la stessa sensazione di chi lancia un messaggio nella bottiglia sperando che attracchi a Montecitorio.
Risultato? Zero. Il vuoto pneumatico. Più ti opponi, più l’algoritmo della giungla percepisce il tuo numero come “attivo e combattivo”.
E così arriviamo al dilemma contemporaneo: dopo tre decenni trascorsi a custodire una sequenza di cifre nata con i gettoni telefonici ancora in circolazione, la soluzione civile dello Stato quale sarebbe? Cambiare numero e arrendersi al saccheggio digitale, oppure sperare che qualcuno ricordi che dall’altra parte dello schermo vive ancora un essere umano?
Nel dubbio, attendo con ansia la chiamata delle tre di notte da qualche atollo della Polinesia: vorrà sicuramente spiegarmi come risparmiare sul canone Rai.
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